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Giovedì 14 luglio
ROSSELLA BRESCIA
E JOSE' PEREZ

Direzione artistica Luciano Cannito
in
CARMEN

 

balletto in due atti di Luciano Cannito
con Rossella Brescia e Josè Perez
Antonio Aguila, Michele Barile, Dario di Blanca, Daniela Filangeri, Rossella Lucà, Massimo Margaria, Diego Millesimo, Tommaso Petrolo, Grazia Striano, Carmela Visciano
Coreografia e regia di Luciano Cannito
Assistente alla coreografia Luigi Neri
Musiche George Bizet e Marco Schiavoni
Luci Carlo Cerri
Costumi Elena Cicorella
Maitre de Ballet Stefania di Cosmo e Antonio Aquila

 
 
  Il programma 2011
 
09 lug GRAN GALA PREMIO DANZADRIATICO
 
14 lug ROSSELLA BRESCIA E JOSE' PEREZ
22 lug BALLETTO DELL'ESPERIA
03 ago BALLETTO DI MOSCA
Gli eventi > Stagione estiva 2011 > Pescaradanza  
     

Carmen è nel gruppo di clandestini traghettati dal senza scrupoli scafista Escamillo. Dopo un'allucinante traversata sbarca fortunosamente a Lampedusa. Subito i clandesstini sono braccati dai carabinieri agli ordini del severissimo Don Josè. Nonostante la travolgente passione tra i due, lo spirito ribelle e fiero di Carmen non si lascerà piegare dai tentativi di Don Josè di convincerla ad una mediocre vita "perbene", fatta di routine, di passeggiate e di tanta televisione. La noia, la solitudine e l'angoscia spingono Carmen a fuggire e a tornare dai suoi amici, nel campo profughi, tra le braccia di Escamillo, ben consapevole di quello che l'aspetta…

La potenza della musica di Bizet è riuscita a far diventare Carmen un archetipo universale della passione estrema, della voluttà, della forza e dell'istinto. Carmen è il sole dei Sud, la felice disperazione di possedere solo se stessi e la propria libertà. La mia Carmen è forse semplicemente questo. Immaginata nell'isola di Lampedusa, isola del Sud per la ricca e annoiata Europa, mitico Nord per centinaia di disperati e profughi in fuga chissà da dove e chissà per quanto tempo. Storie, del resto, sotto i nostri occhi dalla mattina alla sera. Carmen può essere oggi una sudanese, una kurda, un'afghana, una kosovara, una pakistana, e non ha paura di rischiare tutto per la propria libertà. E' una giovane donna che, come una leonessa, sa di possedere forza, bellezza, potenza e libertà. Carmen sa di essere ricca di quella ricchezza che non si può comprare. E' invece l'uomo - Don Josè ad essere un poveraccio imbrigliato nella sua burocratica e sicura armatura di maschio occidentale ad avere tutto da perdere contro chi non ha nulla da perdere. E poi c'è l'Escamillo dell'Opera di Bizet. Il grande torero. Il "macho", diremmo noi oggi. Straordinario ritratto anche questo, di personaggio archetipo. L'uomo del successo, l'uomo della gloria effimera. Tutto sommato l'uomo della superficialità. La storia termina con la morte di Carmen. Ma perché non ci chiediamo che fine farà Don Josè? Chi è il vero perdente? Chi muore o chi resta vivo, ucciso nell'anima, nella fede, nell'orgoglio, nella speranza?

   

 

   

 

 

 

 
   


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